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Bestie coi pantaloni
30/04/2005 | in :
Trent'anni dopo lo stesso orrore: e lo stesso autore

Angelo Izzo, uno dei massacratori del Circeo, è finito agli arresti a Campobasso.  Izzo, che si trovava in libertà vigilata, era stato condannato all'ergastolo per il delitto del Circeo, che risale al primo ottobre del 1975: Rosaria Lopez, 17 anni, venne uccisa Rosaria Lopez, mentre l'amica e coetanea, Donatella Colasanti, riuscì a salvarsi. Le due giovani furono sottoposte a 36 ore di sevizie, vittime di torture di ogni genere. Anche dietro le sbarre, Izzo non smentisce se stesso. Nel gennaio del 1977 cerca  insieme a Gianni Guido, cerca di evadere dal carcere di Latina dove è detenuto, prendendo in ostaggio una guardia carceraria. Il tentativo di fuga fallisce, ma lui ci riprova ancora. Il 25 agosto 1994 riesce ad evadere dal carcere di Alessandria, ma viene arrestato nuovamente in Francia, il 15 settembre successivo. 

Trent'anni dopo lo stesso orrore, le stesse modalità nel metterlo in pratica. Lo stesso autore. I cadaveri di due donne, una madre e la figlia di 14 anni, sono stati trovati dalla polizia durante la perquisizione di un casolare nelle campagne di Mirabello, piccolo centro alle porte di Campobasso, nell'operazione che ha portato all'arresto di Angelo Izzo, uno dei condannati per il massacro del Circeo, una storia di sevizie e torture che risale al 1975 e di altre due persone di cui ancora non si conoscono ancora i nomi. Stando ai primi rilievi, sui cadaveri, che erano sotterrati ma non decomposti, non mancherebbero segni di violenze sessuali. La ragazzina è stata trovata nuda, ammanettata e con dello scotch sulla bocca. Attualmente Izzo si trovava a Campobasso in regime di libertà vigilata. Classificato come collaboratore di giustizia, Izzo non beneficiava del programma di protezione, evidentemente perché non considerato esposto a pericoli tali da essere necessaria una misura speciale di tutela nei suoi confronti. Le due donne sarebbero rispettivamente moglie e figlia di un pregiudicato della criminalità pugliese, Giovanni Maiorano.  

[fonte: La Torre di Pino Scaccia]

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Post 'rubato' a Giorgius
30/04/2005 | in :

Usa: PENTAGON RELEASES HUNDREDS MORE WAR CASUALTY HOMECOMING IMAGES

 



Washington, D.C., April 28, 2005 - In response to Freedom of Information Act requests and a lawsuit, the Pentagon this week released hundreds of previously secret images of casualties returning to honor guard ceremonies from the Afghanistan and Iraq wars and other conflicts, confirming that images of their flag-draped coffins are rightfully part of the public record, despite its earlier insistence that such images should be kept secret...

Leggi: http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB152/index.htm

- In response to Freedom of Information Act requests and a lawsuit, the Pentagon this week released hundreds of previously secret images of casualties returning to honor guard ceremonies from the Afghanistan and Iraq wars and other conflicts, confirming that images of their flag-draped coffins are rightfully part of the public record, despite its earlier insistence that such images should be kept secret...:

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VC -Valvola Cardiaca
30/04/2005 | in :
bluesbluesbluesbluesbluesbluesbluesbluesbluesbluesbluesblues

ALL'INFINITO

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Per non dimenticare
26/04/2005 | in :


Chernobyl, diciannove anni fa

Candele vengono accese a Slavutich, 120 chilometri a nord di Kiev, per commemorare i tecnici morti durante i lavori per ripulire l’impianto nucleare di Chernobyl. Era il 26 aprile 1986 quando esplose il reattore numero 4. Per cercare di arginare il disastro, le autorità sovietiche inviarono sul posto migliaia di tecnici mal equipaggiati. Morirono tutti poche settimane dopo, con grandi sofferenze. Il mio viaggio nell’apocalisse >>>


I figli dell'apocalisse

Ljudmilla ha tre anni e quando scoppio' l'apocalisse, naturalmente, ancora non c'era. Eppure il mostro radioattivo l'ha colpita, irrimediabilmente. Ljudmilla non puo' camminare e neppure sedersi. Non e’ una bambina: e’ un tronco, la sua vita finisce alla cintola. L’ho trovata nell'ospedale di Ivankiv, trenta chilometri da Chernobyl. Il destino di Ljudmilla e' drammaticamente identico a quello di un milione di bambini che vivono nell'area contaminata. Soltanto il 12 per cento nasce sano. (Chernobyl, aprile 1996) >>> Il forum sul disastro >>>

[fonte: La Torre di Pino Scaccia]

blogchance @ 22:31 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
Ritorno alle origini
26/04/2005 | in :


Il premier Zenawi: «Il suo posto è qui, ma appartiene all'umanità intera»
L'obelisco di Axum è di nuovo in Etiopia.

Anche l'ultimo troncone dell'antica stele è tornato in patria. Ad accoglierlo centinaia di persone e le massime autorità del Paese 

Musica a tutto volume, canti, balli bandiere in festa, hanno investito già domenica mattina Axum, città sacra per i cristiani ortodossi, quanto lo è Roma per i cattolici o La Mecca per i musulmani. Inoltre, era domenica delle palme. Una ricorrenza particolarmente sentita dai fedeli etiopici. Ad Axum si sono dati così appuntamento centinaia di pellegrini che hanno assistito alla lunga messa nella cattedrale di Santa Maria di Zion (un po’ quello che è San Giovanni in Laterano per i cattolici). Quale migliore occasione per celebrare il ritorno della stele? Dopo i danzatori e i cantanti si sono succeduti parecchi oratori, tra cui l’ambasciatore italiano Guido La Tella. Il diplomatico, dopo aver firmato assieme alla sua controparte, il ministro dei giovani, dello sport e della cultura, Toshome Toga, il documento che trasferisce formalmente la “proprietà” della stele all’Etiopia, ha preso la parola: «La stele – ha dichiarato - ora ha un altro significato: rappresenta l’amicizia eterna tra l’Etiopia e l’Italia». «Viva Italia, viva Etiopia», gli ha fatto eco compiaciuta la folla battendo le mani. E Melles poco dopo gli è venuto dietro, aggiungendo: «Il posto dell’obelisco è qui. Ma non scordiamoci che questa stele appartiene all’umanità intera».  [fonte: Corriere]

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Amina e le sassate nel girone dei beati
24/04/2005 | in :
La prima lapidazione dopo i talebani
Una donna afghana, Amina, di 29 anni, sposata, e' stata uccisa a sassate in pubblico per adulterio. Il suo amante e' stato frustato e poi liberato. E' la prima volta dopo la cacciata dei talebani dall'Afghanistan. La polizia ha detto che la 'condanna alla lapidazione' e' stata eseguita giovedi' nella remota provincia del Badakhshan sulla scorta di una sentenza di una corte distrettuale. ''E' stata lapidata'', ha detto il capo della polizia aggiungendo che una squadra e' stata mandata sul posto per svolgere indagini. Un testimone, Mujibur Rahman, ha detto che Amina e' stata trascinata fuori dalla casa dei genitori da funzionari locali e che il marito l'ha uccisa a sassate mentre il suo uomo e' stato frustato, cento volte, e poi liberato.

Si parlava di Amina e di altre, troppe donne che come lei subiscono quotidianamente ingiustificate bestiali violenze spesso mortali. Pip ha fatto un commento e io devo postarlo qui, perchè è troppo bello e troppo vero.

ullallà ullallà
le han detto di nuovo
tra mille insciallah
le han detto che dio
ha detto al mullah
che lei come adultera
il sangue berrà
e dovrà sbrigarsela
nell'al di là
laddove la vita
continua di qua

laddove la morte
di meglio non ha
che offrir come premio
per una jihad
il certificato
di verginità
di tante pulzelle
la cui castità
è a prova di bomba
e il prezzo si sa
è solo la tomba
ma le cui mammelle
rimangono belle
per l'eternità

blogchance @ 23:20 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
Palpiti di cinema nordico
24/04/2005 | in :

Old Dogme, New Tricks
With its austere cinematic rules and bold new ideas, the Dogme 95 movement shook up filmmaking. A decade on, its influence has gone mainstream

Ten years ago, Danish directors Lars von Trier and Thomas Vinterberg
decided to forget everything they knew about filmmaking. Looking for a way to break what they considered bad habits behind the camera — like using music to set a mood or relying on clever editing to boost a weak scene — they drafted The Vow of Chastity, a manifesto with 10 rules to strip cinema down to its barest essentials. The imperatives included that films should be shot in color, with hand-held cameras, on location with no additional props, no soundtrack and no extra lighting. They should be set in the present — no genre films allowed — and the director should not be credited. In March 1995, when Von Trier was invited to Paris' Odéon-Théâtre de l'Europe to speak at a celebration of 100 years of cinema, he took to the stage, read out the manifesto, tossed red pamphlets printed with The Vow of Chastity into the audience, and walked off. The Dogme 95 movement was born.

A decade later, around 40 Dogme films have been made. And Denmark's movie industry is still riding high on a wave that turned its films into festival staples. Von Trier and Vinterberg may have moved on to bigger, brighter things, but the aesthetic they devised and inspired has gone mainstream, turning up in everything from Danish television shows to bare-bones thrillers like Open Water. As Hollywood players scramble to blow our minds (and blow up their budgets),
the dictates of Dogme remind us that cinema isn't just about thrills, spills and special effects — it's about telling a story and telling it well.
[from Time magazine]

E così, a dieci anni dal suo debutto, il cinema danese sta influenzando i 'grandi' di Hollywood. Tra parentesi, tra i suoi maestri si annovera anche il grande cinema di De Sica.

Sì, vogliamo un cinema più pulito, semplice e autentico, meno robotico e più umano; vogliamo attori veri, non pupazzetti/e che non sanno nemmeno che è la recitazione; vogliamo indietro i cartoni della Disney, di quelli disegnati a mano, dal primo all'ultimo fotogramma, vogliamo richiamarli 'classici'. Che ci siano anche meno film, basta che valga la regola 'pochi ma buoni'. E basta con i remake e i sequel: ci siamo già accorti che il cinema ha venduto l'anima, la fantasia e l'immaginazione.

Conoscete altre nazioni che cercano di portare alla ribalta il loro cinema nazionale?

blogchance @ 20:20 | commenti (popup) | commenti
Oggi prima messa di Papa Benedetto XVI
24/04/2005 | in :

Ti pubblico perchè sei simpatica. Sul fatto di essere liberale o meno, dice bene Pino: lasciamo tempo al tempo.

the new pope

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