Trent'anni dopo lo stesso orrore: e lo stesso autore
Angelo Izzo, uno dei massacratori del Circeo, è finito agli arresti a Campobasso. Izzo, che si trovava in libertà vigilata, era stato condannato all'ergastolo per il delitto del Circeo, che risale al primo ottobre del 1975: Rosaria Lopez, 17 anni, venne uccisa Rosaria Lopez, mentre l'amica e coetanea, Donatella Colasanti, riuscì a salvarsi. Le due giovani furono sottoposte a 36 ore di sevizie, vittime di torture di ogni genere. Anche dietro le sbarre, Izzo non smentisce se stesso. Nel gennaio del 1977 cerca insieme a Gianni Guido, cerca di evadere dal carcere di Latina dove è detenuto, prendendo in ostaggio una guardia carceraria. Il tentativo di fuga fallisce, ma lui ci riprova ancora. Il 25 agosto 1994 riesce ad evadere dal carcere di Alessandria, ma viene arrestato nuovamente in Francia, il 15 settembre successivo.
Trent'anni dopo lo stesso orrore, le stesse modalità nel metterlo in pratica. Lo stesso autore. I cadaveri di due donne, una madre e la figlia di 14 anni, sono stati trovati dalla polizia durante la perquisizione di un casolare nelle campagne di Mirabello, piccolo centro alle porte di Campobasso, nell'operazione che ha portato all'arresto di Angelo Izzo, uno dei condannati per il massacro del Circeo, una storia di sevizie e torture che risale al 1975 e di altre due persone di cui ancora non si conoscono ancora i nomi. Stando ai primi rilievi, sui cadaveri, che erano sotterrati ma non decomposti, non mancherebbero segni di violenze sessuali. La ragazzina è stata trovata nuda, ammanettata e con dello scotch sulla bocca. Attualmente Izzo si trovava a Campobasso in regime di libertà vigilata. Classificato come collaboratore di giustizia, Izzo non beneficiava del programma di protezione, evidentemente perché non considerato esposto a pericoli tali da essere necessaria una misura speciale di tutela nei suoi confronti. Le due donne sarebbero rispettivamente moglie e figlia di un pregiudicato della criminalità pugliese, Giovanni Maiorano.
[fonte: La Torre di Pino Scaccia]














le han detto di nuovo
tra mille insciallah
le han detto che dio
ha detto al mullah
che lei come adultera
il sangue berrà
e dovrà sbrigarsela
nell'al di là
laddove la vita
continua di qua
laddove la morte
di meglio non ha
che offrir come premio
per una jihad
il certificato
di verginità
di tante pulzelle
la cui castità
è a prova di bomba
e il prezzo si sa
è solo la tomba
ma le cui mammelle
rimangono belle
per l'eternità