Ci vediamo sabato.
Manderò nuovi post.
Grazie a tutti coloro che ogni giorno si prendono una chance e cliccano anche da me.
oddio, non finiamo coi fazzoletti pieni di muco, fra!!
vabbè, a tra un po' allora...;) 
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Aus Die Zeit, 25. Mai 2005 ----estratti dell’articolo--
Sicurezza Aerea: 24/05/05 - Airport screeners could see X-rated X-rays

"X-Ray Specs! See Thru Clothing!" blares the copy, which is illustrated with a cartoon of a drooling geek wearing the amazing toy goggles and leering at a shapely woman. Now, any kid with half a brain knew that X-Ray Specs were a novelty gag that didn't really work. But time marches on and technology makes the impossible possible. Stand by, air travelers, because the Homeland Security Department is preparing to install and test high-tech machines at airport checkpoints that will, as the comic-book ads promised, "See Thru Clothing!" ...
Leggi: http://news.com.com/Airport+screeners+could+see+X-rated+X-rays/2100-7348_3-5718163.html?tag=nefd.top
Grazie al bravo blogger Giorgius...bravo perchè ancora non m'ha tirato dietro un accidente. Io? Lupen(na) fui!!!

“Quindi di fatto la prostituzione non esiste in Portogallo” ha concluso il Capo della Polizia Oliveira nel rapporto presentato a settembre. Le meninas non sono una priorità. “Sono le mogli che devono risolvere i loro diverbi coi mariti, non è competenza della Polizia. Si tratta di un problema emotivo, non sociale.” “Le donne –aggiunge ridendo-dovrebbero iniziare a rendersi più attraenti agli occhi dei loro mariti!”
Fabrizio de Andrè
La chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore metteva l'amore
la chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione
del paesino di Sant'Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.
C'e' chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa ne' l'uno ne' l'altro
lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all'altro
bocca di rosa si tirò addosso
l'ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l'osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo d'iniziativa
le contromisure fino al quel punto
si limitavano all'invettiva.
Si sa che la gente da' buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da' buoni consigli
se non può dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole acute:
"Il furto d'amore sarà punito -disse-
dall'ordine costituito".
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
"Quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare".
E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.
Il cuore tenero non e' una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l'accompagnarono malvolentieri.
Alla stazione c'erano tutti dal
commissario al sagrestano
alla stazione c'erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.
A salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese
a salutare chi per un poco
portò l'amore nel paese.
C'era un cartello giallo
con una scritta nera, diceva:
"Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera".
Ma una notizia un po' originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall'arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi manda un bacio, chi getta un fiore,
chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un'estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l'amore sacro e l'amor profano.

Oggi, le reti internazionali di pedofili vendono e commerciano centinaia di migliaia di immagini. Quando la polizia è riuscita a scovare, nel 1998, Wonderland Internet, il Paese delle Meraviglie Virtuale, con contatti con ben tredici paesi, inclusi gli Stati Uniti, ha portato alla luce files con quasi un milione di immagini di bambini nella sola Gran Bretagna. (Ciascuno dei 200 iscritti doveva fornire 10 000 fotografie per entrare in chat). Unendo le foto e concentrandosi su testa e spalle dei soggetti in posa, la polizia del Regno Unito è riuscita, in collaborazione con altri specialisti, a identificare 1263 vittime, tutti con un’età inferiore alla pubertà. Quando gli attivisti, quello stesso anno, ruppero in Olanda la catena pedo-pedofila Apollo, gestita da Gerald Ulrich, scoprirono nel suo appartamento masterizzatori; solo sul primo CD edito da Ulrich, la polizia olandese ha identificato più di 200 bambini –ma si deve ancora attendere la catalogazione completa degli altri 16 dischetti. In molte delle foto di questo pedofilo, come di quelli di Wonderland, compaiono bebé di tre mesi sottoposti a espliciti atti sessuali.
I casi recenti mostrano quanto queste resti siano internazionali. Quando, l’anno scorso, squadre speciali sono riuscite a incastrare Wayne Camolli a Palm Beach, Florida, gestore di un sito di pornografia infantile, erano arrivati alla conclusione di una traccia suggerita dalla polizia belga. Scoprirono che Camolli aveva ricevuto del materiale da complici del noto pedofilo belga Dutroux. Camolli è stato in seguito condannato a sedici mesi di detenzione per diffusione di materiale pedo-pornografico. Secondo i documenti investigativi della polizia belga che Newsweek ha potuto consultare, nella casa di Dutroux, provvista anche di prigione sotterranea, sono state trovate 500 videocassette con registrazioni di violenze carnali su bambini.
La polizia italiana, in collaborazione con Microsoft Italia, ha aperto l’anno scorso un’operazione: ne è stato scoperto un sito web russo, mai scoperto dai loro colleghi americani, dove si offriva materiale pedo-pornografico di qualsiasi tipo. Le forze dell’ordine hanno dato il via ad azioni giudiziarie contro 1700 indagati per collaborazione attiva allo spaccio di materiale di pedofilia, distribuendo i profili di altri connazionali coinvolti in otto Paesi. Documenti che comparivano sotto il motore di registrazione internet Internic, hanno svelato che siti pedofili russi, scritti in inglese, in realtà riconducevano a qualcuno a Tuscaloosa, in Alabama. L’anno scorso, a Ft. Worth, in Texas, una coppia, Thomas e Janice Reedy, è stata accusata di aprire a siti pedo-pornografici con link nella loro home page tipo ‘Violenza sul Bambino’ o ‘Bambini costretti al Pornografico’, guadagnando, a detta degli investigatori, più di un milione di dollari dall’autorizzazione all’accesso.
In una bacheca vi erano banner per i genitori che accettavano di scambiare i loro figli con altre coppie consenzienti. Ora i coniugi Reedy aspettano al processo e su di loro pesa la condanna di più di ottanta capi d’accusa per pornografia infantile. Con loro, sono accusati pure due indonesiani e un russo, i presunti produttori.
Nel 1999, un’indagine condotta dagli agenti di frontiera statunitensi su un sito web di pedofili, ha rivelato quanto alta fosse il traffico di foto di bambini sfruttati sessualmente. Il sito, noto ai poliziotti come Tajik Express, perché riferito a un indirizzo web tagico (anche se il server era in Massachusetts) ha registrato nel primo mese 4107 visite di utenti diversi, e 95 450 download di foto. Al terzo mese, la pagina web toccava il record di 147 776 visite e scaricamenti di 3,2 milioni di immagini. Il sito è stato in seguito chiuso proprio su richiesta degli agenti, che hanno arrestato sei responsabili.
Ciò che la polizia teme è che la diffusione della pornografia infantile, così come i facili contatti tra pedofili resi possibili da Internet abbiano un ‘effetto legittimante’, convincendoli che non vi sia nulla di sbagliato nei loro impulsi, proprio perché sentiti da tanti altri. E’ questo che scatena la ricerca di sempre più materiale –e che crea pertanto sempre più vittime. “Cercano carne giovane –dice l’agente del FBI Peter Gulotta –cercano foto inedite.”
Ma quanti, tra quelli che fanno uso di questo materiale, arrivano ad adescare e abusare dei bambini? In linea di massima, le prove di molestia negli USA sono varie: secondo un’indagine dei primi anni ’90, il numero totale di casi di abuso sessuale realmente avvenuto di cui ne sono venute a conoscenza associazioni per la difesa del minore è diminuito del 31% tra il 1992 e il 1998, da 149 800 a 103 600 casi all’anno. Contemporaneamente però, il numero delle persone incarcerate per violenza sessuale contro minori è salito del 39% tra il 1991 e ’97, da 43 500 a 60 700 casi. Inoltre, gli agenti di polizia federale sono generalmente del parere che esista una correlazione tra voyerismo e abuso. Nel 36% dei casi su cui ha indagato il Servizio di Ispezione Postale americano dal 1997 ad oggi, ad esempio, la caccia alla pedo-pornografia ha ripiegato su dei molestatori di piccoli. Alcuni di loro erano pedofili con la fedina penale già sporca, altri, si scoprì che hanno continuato ad abusare di bambini nel corso dell’indagine.
La nuova fonte informatica è diventata infatti anche un potente veicolo di adescamento di giovani vittime. Michelle Collins è un’analista online del Centro Nazionale per Bambini Sfruttati e Scomparsi, un’organizzazione non profit finanziata dallo Stato che funge da centro di smistamento dati sullo sfruttamento sessuale online. Con pochi click col mouse riesce a dimostrare come un pedofilo riesce a destreggiarsi in Internet. Prima entra nel sito di American Online, poi apre una finestra sul motore di ricerca AOL, ‘profilo utente’. Digita il nome di una città e ‘studente’ nella categoria ‘professione’. Da una cittadina del New Jersey riesce a ricavare più di cento profili personali con interessi e hobby degli iscritti. Per allargare la ricerca, Collins digita nella navigazione ‘protetta’ nomi come ‘Britney Spears’. Una ragazza nota la frase ‘La mia vita succhia’. (Il portavoce dell’AOL Nicholas Graham afferma che l’azienda ha sempre suggerito ai propri membri di non postare informazioni che vogliono restino private e che AOL fornisce gratuitamente il software di navigazione ‘protetta’ per i più piccoli. “Inoltre, impediamo ai minori di 13 anni di crearsi un profilo personale.”)
Ora all’ipotetico molestatore basta cliccare un tasto per vedere se il bambino da lui scelto è online. Se lo è, il cacciatore gli/le manda un messaggio istantaneo e si mette all’opera. Se ad esempio la bambina ha detto di essere appassionata di calcio, lui le chiede il suo numero di maglia, così che potrà riconoscerla su un campo di gioco nei paraggi. Giocherà sulle sue insicurezze. “Le ragazzine possono essere molto vulnerabili da adolescenti” spiega Collins “Potrebbero pensare che non sono belle abbastanza, che non sono sotto l’occhio di tutti, e allora il pedofilo dirà ‘Sei bella dentro’ e la ragazzina penserà ‘Mi conosce per ciò che sono’.”
Ancora qualche click al computer e l’analista passa da AOL a una chat per gente interessata a sesso pre-adolescenziale. L’artefice della community, certamente al corrente delle leggi sulla pedo-pornografia, ha messo un post che ammonisce a spedire foto. Ma, come ci spiega l’esperta, chi si incontra qui può sempre mettersi d’accordo per trovare ‘vie trasverse’ e spedirsi materiale illecito via internet. Alcuni di questi raggiri sono difficilissimi da scovare. Sono molti i bambini ‘ricorrenti’ che appaiono nelle foto grafiche o in quelle rintracciate dalla polizia negli hard drive dei criminali. Appaiono così spesso che Collins e altri suoi colleghi li hanno catalogati: la serie di Amber, la serie di Marion, la serie di Cindy, la serie di Kevin e così via.
In un gruppo di foto recenti si vedono due bimbe bionde, di circa quattro e sette anni. Collins sta cercando di identificare chi le ha messe in rete e che si presenta come un uomo sposato di quarantasette anni, un americano della classe media, agente di scambio. Le chances di rintracciare questa persona –e aiutare così le due piccole- è “praticamente nulla”. “E’ così, così vasto” dice, riferendosi al numero di pedofili in rete.
Ora che il problema è globale, quanto deve temere un bambino americano? Ancora una volta, i dati statistici sono imprecisi. Secondo un’indagine condotta l’anno scorso [nel 2000, NdT] su 1501 ragazzini tra i 10 e i 17 anni, si è scoperto che approssimativamente uno su quattro ha assistito, nell’ultimo anno, a persone nude o gente in atteggiamenti sessuali. Quasi uno su cinque è stato vittima di adescamento o avvicinamento da parte di un adulto. Uno su 33 ha subito un avvicinamento ‘invasivo’, come la proposta ad incontrarsi da qualche parte, scambiarsi i numeri di telefono, spedirsi regolarmente delle lettere, ricevere del denaro o fare dei regali. Meno del 10% degli adescamenti e solo il 3% dell’esposizione forzata a scene sessuali sono stati denunciati alle autorità competenti, come Polizia, un provider su internet o una linea telefonica diretta.
La ricerca e gli stessi autori tuttavia, mettono in guardia che non si arrivi a delle conclusioni terrificanti. “Si scopre, se è possibile risalire all’età, che molti di questi adescatori sono ragazzi della stessa età o poco più alti, persino delle donne” si legge nell’inchiesta, supervisionata da David Finkeljor del Centro di Ricerca Infantile Anticrimine alla University of New Hampshire.
Aus Focus (De), Februar 2005, von Peter Gruber und Pinhas Inbari

EIN BISSCHEN FRIEDEN- UNO SCORCIO DI PACE
Nuove chances per il Vicino Oriente: il premier israeliano Ariel Sharon e il presidente palestinese Abbas si stringono la mano.
Qualcosa è cambiato. Areil Sharon, 76 anni, taurino Primo Ministro israeliano ha stretto a lungo la mano, in un gesto dimostrativo, dell’avversario Mahmud Abbas, 69enne. È successo la settimana scorsa [inizio febbraio, NdT] nella località balneare di Sharm-el-Sheich.
Proprio lui, il Falco tra i politici israeliani, che nel 1998, a Washington, si era rifiutato di stringerla al Capo dell’OLP Jassir Arafat, quando si sarebbe così dovuto suggellare il ritiri di Israele dalla Striscia di Gaza.
Al termine della conferenza al vertice, la prima tra palestinesi e israeliani dopo quattro anni, Sharon ha addirittura invitato il nuovo presidente palestinese a fargli visita nel suo ranch nel deserto del Negev, proprio come avrebbe fatto il presidente degli Stati Uniti, che in Texas invita solo gli ‘amici’ politici. “La invito nella mia terra, e spero che possa venire a visitare Ramallah –ha mormorato Sharon. “Siete il benvenuto anche da me –ha sussurrato di rimando Abbas, ed ha aggiunto scherzando –Spero naturalmente che non venga con una carro armato”
Gesti amichevoli, che per la prima volta dopo anni di spargimento di sangue nel Vicino Oriente lasciano trasparire fragili speranze di pace. Sharon e Abbas hanno raggiunto un accordo su un rapido ‘cessate il fuoco’. Israele ha promesso di ritirare le sue truppe da cinque città della Cisgiordania, liberando il valico di frontiera Erez. Come gesto di buoni rapporti, il Ministero della Difesa ha permesso l’ingresso di circa 3000 palestinesi dalla Striscia di Gaza e dalla stessa Cisgiordania. Sharon ha poi promesso che saranno liberati quasi 900 dei 7000 detenuti palestinesi –forse anche alcuni condannati per omicidio.
“ E’ stato un vertice tra due persone serie senza illusioni- ha affermato Raanan Gissin, portavoce di Sharon, che ha saldato i rapporti anche tra i due presenti all’incontro, il presidente di stato egiziano Hosni Mubarak e il re sovrano Abdullah II. “Tutti e quattro conoscono il terrore e sanno che incutendolo si raggiunge ben poco. È stato il terrore che ha messo in crisi il turismo in Egitto, il terrore che ha fatto dilagare l’altissimo pericolo che si vive oggi in Giordania, che è costato la vita a innumerevoli vittime ed ha completamente soggiogato le autorità palestinesi.” Ma l’accordo si sarebbe potuto raggiungere subito dopo la morte del fondatore dell’OLP Arafat [il 12/11/04], con cui lo stesso Bush aveva rifiutato un confronto diretto perché lo considerava un terrorista.
“Questo è il momento ideale per un accordo tra le parti, proprio come quello che si era raggiunto anni fa tra palestinesi e israeliani”, ha lodato il ministro degli Esteri, da poco nominato, Condoleeza Rice, che ha rimarcato l’avvicinamento tra i due amici giurati facendo previsioni anche su un futuro più concreto impegno delle parti al conflitto nel Vicino Oriente. “Gli Stati Uniti sono decisi a fare tutto il possibile per sfruttare questa opportunità nei prossimi mesi.” Per dare un’idea di quanto Bush ci creda: ha chiesto al Parlamento americano di raddoppiare per quest’anno i fondi per il sostegno della popolazione palestinese, fino a 350 milioni di dollari.
Ma tanto più promettenti si fanno i segnali di pace, tanto più massicci diventano gli interventi degli oppositori. “L’Iran non può agognare alla pace e alla coesione –dice Gissin- queste voci non sono contemplate nel suo programma di odio e terrore. In passato tutti i processi di pace sono sistematicamente falliti. Pensino i funzionari della sicurezza palestinese ammettono che il tentativo del presidente dell’OLP, finanziato dall’Hizbullah libanese di convincere gli estremisti a far tacere le armi è saltato per aria. Così lo stesso capo delle operazioni dell’Hisbollah, Kais Obeid, deve aver distribuito ingenti somme di denaro a chi sta al vertice delle Brigate fondamentaliste Al-Aksa, non solo per proseguire la battaglia armata, ma addirittura rafforzarla. Le milizie libanesi hanno costantemente rafforzato la loro influenza nei territori palestinesi, fondando come abbiamo ragione di credere quasi 60 cellule operative. La minaccia è che ora gli estremisti potrebbero far fallire il processo di pace anche con un attentato ad Abbas. Ora si sono aggiunte anche delle forze di sicurezza speciali britanniche per proteggere avvocati e compagni di lotta di Arafat col nome di battaglia Abu Mazen. “Abu Mazen deve affermarsi ancora –sostiene un membro del movimento Fatah nella Striscia di Gaza. Da lì, i palestinesi osservano preoccupati il modo in cui il nuovo presidente dell’OLP difende i propri interessi. Se il Fronte per l’Indipendenza Palestinese diventerà ancor più forte, potrebbe non esserci più dialogo, oltre a non esserci più diritti. È recente la notizia di tre uomini mascherati che sono penetrati nel carcere centrale uccidendo tre detenuti –farsi giustizia da sé è ormai un fatto quotidiano. “Non si può saltare da un giorno all’altro da una situazione di guerra a una di pace –fa capire Rawia Shawwa, deputato indipendente del Parlamento palestinese. “Ma siamo pronti per un cambiamento.” il fatto che bisognerà aspettarlo ancora parecchio, è stato d’un tratto chiaro all’esplosione del tuono di trenta granate e missili Kassam lanciati a due giorni dal vertice negli insediamenti ebrei nella Striscia di Gaza e rivendicati dal gruppo islamista radicale Hamas. Proprio il rappresentante del gruppo in Libano, Osama Hamdan, spiega: “Il nostro gruppo d’opposizione non è rimasto insensibile di fronte all’accordo tra le parti, come ha definito il capo dei Palestinesi la fine della violenza.” “Questa è una definizione personale, non certo l’esito di un dialogo col popolo.” Nonostante la retorica radicale, gli esperti sono tuttavia del parere che le truppe di combattimento abbiano iniziato la loro trasformazione in organizzazione politica. Diversamente dal Trattato di Pace di Oslo del 1993, probabilmente stavolta non staranno in disparte dal processo burocratico. La parlamentare Shawwa aggiunge: “I membri di Hamas si sono già alleati ai rappresentanti dell’OLP e si sono già candidati per le prossime elezioni. Hanno giù una buona possibilità di vincere nelle prossime comunali, che si terranno a Gaza in gennaio [videro una grande affermazione di Hamas]
Il destino di Abbas, come quello di Sharon, dipenderà soprattutto, secondo gli speaker televisivi israeliani, dal ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza. “Sharon dovrebbe ridestarsi da tutta questa esultazione dopo il vertice” ha ammonito un rappresentante dei coloni, dopo che sono iniziati a cadere i primi missili Kassam. Fino alla fine dell’estate, Israele toglierà ventuno insediamenti dalla Striscia, quattro dalla Cisgiordania.
Ma per alcuni Palestinesi, neppure la resa della terra da parte degli Israeliani è sufficiente. “Non esiste infatti un governo, che possa prendersi carico di così vasto territorio –dice Shawwa- E la lotta al potere intestina che ne sorgerebbe potrebbe avere gravi conseguenze. Sarebbe meglio che si rafforzino prima le autorità e la sicurezza, prima che si passi al controllo della Striscia.” Anche Abbas la pensa allo stesso modo, tanto che vorrebbe accettare l’offerta della Giordania disposta ad inviare propri soldati. Una forza militare che deve appartenere all’Esercito di Liberazione Palestinese, formalmente membro dell’OLP ma de facto sotto comando giordano. Lo Stato limitrofo a Israele –ove vi si rifugiano la maggior parte dei profughi palestinesi- gareggia al momento con gli Egiziani per il controllo della regione.
Prima che intoppi nei rapporti israelo-palestinesi come la divisione di Gerusalemme o il rientro di quattro milioni di rifugiati siano levati di mezzo, Abbas deve innanzi tutto fare un po’ d’ordine nel suo Paese. “Ci sono già stati momenti di grande ottimismo”, ha detto il ministro degli esteri americano Rice, smorzando aspettative eccessive. “Ci è di insegnamento, che anche questi giorni possono svanire, se non ci sarà un reale adempimento dei doveri da ambo le parti.”
13.09.1993 Il Primo Ministro israeliano Jitzchak Rabin e il Capo dell’OLP Jassir Arafat firmano a Washington il primo Trattato di Pace.
4.5.1994 Trattato Gaza-Jericho: due millioni di Palestinesi possono iniziare ad autogovernarsi con parziali poteri; cessa l’esilio di Arafat.
28.9.1995 Israele e l’OLP convengono all’allargamento dell’autogoverno palestinese a Betlemme, Jenin, Nablus, Kalkilia, Ramalla, Tulkarem e parte di Hebron.
23.10.1998
Arafat e Banjamin Netanjahu decidono il ritiro del 13% di Israele dalla Cisgiordania. Poco dopo Netanjahu ritratta l’accordo.
11.7.2000
Il Presidente americano Bill Clinton invita Arafat e Ehud Barak al dialogo al vertice di Camp David , ma il tentativo fallisce.
28.9.2000 La visita dell’(ex) Capo dell’Opposizione Ariel Sharon al Tempio di Gerusalemme fa scatenare la seconda rivolta palestinese (l’Intifada).
30.04.2003
Stati Uniti, Unione Europea, Nazioni Unite e Russia presentano la Road Map, che prevede la creazione di uno Stato Palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza entro il 2005.
11.11.2004 Arafat muore a Parigi, sale al potere Abbas.